Chiara Pavan: «MasterChef mi piace, ma il mio posto è in cucina. Lavoro col mio compagno, tra noi funziona perché ci vediamo poco»
La chef del Venissa, protagonista nello show di Sky Uno, si racconta: "Vorrei più tempo, ma la cucina non la lascio. Mi mancano le cene con gli amici e vorrei tornare a studiare"
giovedì 22 gennaio 2026 di Valerio Salviani
«Il pensiero nasce dall’esperienza, ma non resta mai chiuso in essa», diceva Hannah Arendt. C’è un filo che lega la filosofia alla cucina di Chiara Pavan: è l’idea che il pensiero debba sempre incarnarsi in una pratica, che le scelte - etiche, estetiche, politiche - abbiano conseguenze concrete. Dopo una formazione filosofica, Pavan ha trovato nella cucina il suo luogo d’azione: oggi è chef (anzi, cheffe, come si fa chiamare) al Venissa, a Mazzorbo, e da quest’anno ha un ruolo più centrale a MasterChef Italia, dove porta una visione consapevole, inclusiva e profondamente contemporanea del cibo.
Tra televisione, brigata, sostenibilità e futuro, il suo racconto è quello di un’evoluzione continua.







