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23 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 13:02

Per oltre dodici mesi, la famiglia anglo-australiana che vive nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, è stata attentamente osservata e accompagnata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Ogni tentativo di sostegno e ogni prescrizione rivolta ai genitori sono stati registrati e verificati, in un percorso finalizzato a proteggere i minori senza ricorrere subito a misure drastiche. È in sintesi quello che in una lunga nota spiega l’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, che dopo l’Anm interviene sul caso dell’allontanamento dei tre fratellini dalla capanna – senza luce e senza acqua – per essere collocati in una struttura. La decisione del 20 novembre è stata adottata come misura estrema ma ritenuta necessaria dagli stessi giudici per salvaguardare la salute e non solo dei bambina di 8 e 6 anni.

“Con riferimento alle notizie di stampa diffuse in questi ultimi giorni sulla vicenda riguardante il provvedimento emesso il 20 novembre dal Tribunale per i minorenni de L’Aquila: ricordiamo che i giudici presso il Tribunale per i minorenni hanno il dovere di intervenire tutte le volte in cui esistono concreti e attuali motivi per ritenere compromessi, o anche solo messi a rischio, i diritti fondamentali dei minori, in conseguenza di condotte dei genitori che si dimostrino obiettivamente in contrasto con la tutela di questi diritti”, spiega l’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia. La nota mette in evidenza che il maltrattamento dell’infanzia non si manifesta solo attraverso episodi di violenza fisica o verbale. “Rammentiamo che il maltrattamento dell’infanzia spesso si esprime non solo attraverso condotte violente ma anche in forme di trascuratezza gravi e protratte nel tempo che, secondo quanto gli specialisti della tutela dell’infanzia hanno ampiamente provato, costituiscono causa di danni gravi e irreversibili allo sviluppo psicofisico di un bambino, meno espliciti ma spesso anche più pervasivi”.