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Ultimo aggiornamento: 13:59
Il provvedimento della Corte d’appello dell’Aquila non chiude la vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli. Anzi ne rappresenta solo una tappa per un percorso che potrebbe portare al lieto fine che molti aspettano. Il procedimento, infatti, prosegue davanti al Tribunale per i Minorenni, dove si è già svolta un’udienza in contraddittorio tra le parti e dove genitori, legali e istituzioni continueranno a far valere le rispettive posizioni.
A chiarirlo è l’avvocato Carla Lettere, presidente della Camera minorile d’Abruzzo, che all’Ansa sottolinea come la decisione con cui la Corte d’Appello ha respinto il reclamo dei legali dei genitori — ai quali è stata sospesa temporaneamente la responsabilità genitoriale sui tre figli — non abbia carattere definitivo. Il pronunciamento, spiega Lettere, riguarda la legittimità dell’ordinanza nel momento in cui è stata emessa, ma non esaurisce il percorso giudiziario in corso.
Nel procedimento minorile, evidenzia l’avvocato, il tribunale attende dai genitori una modifica delle condotte ritenute pregiudizievoli e chiede azioni positive nell’interesse dei minori, mettendo al tempo stesso a disposizione il supporto dei servizi sociali. L’obiettivo è la costruzione di una progettualità complessiva che coinvolga l’intero nucleo familiare. Un percorso che deve sempre essere guidato dal principio del “best interest” del minore, inteso — secondo la giurisprudenza — come il migliore interesse possibile per quel bambino in quel preciso momento.














