PALMOLI I tre bambini della “casa nel bosco” potrebbero tornare a parlare davanti ai giudici. È un’ipotesi trapelata ieri in tribunale all’Aquila e in ambiti giudiziari dopo che i giudici della Corte d’appello martedì si sono riservati sul ricorso presentato dai legali dei genitori, Catherine e Nathan, contro l’allontanamento dei piccoli e il loro collocamento in una casa famiglia a Vasto.

Una eventuale decisione che potrebbe essere dettata dalla volontà dei giudici di capire dagli stessi bambini la situazione familiare, e senza dimenticare come in uno dei passaggi dello stesso reclamo gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno sottolineato come sia «venuta meno perfino la voce dei minori, il cui ascolto, qualificato come passaggio fondamentale sancito dall’articolo 12 della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo e poi recepito dalla giurisprudenza italiana, è stato completamente disatteso». Il riferimento è all’ascolto dei bambini qualche giorno prima che venisse emesso il dispositivo dell’allontanamento dalla casa nel bosco, eseguito il 20 novembre, in cui a detta dei legali della famiglia i piccoli avrebbero elencato nomi di bambini con cui erano soliti giocare e raccontato di come stessero bene a casa con i loro genitori tra luce, acqua calda e stufe a legna per il riscaldamento.