I bimbi con la madre in una struttura protetta, il padre che aspetta il ricorso del legale e - dietro l’angolo - il caso politico (e mediatico) che “scoppia”. Sono i punti che caratterizzano la vicenda della “famiglia del bosco” di Palmoli, in provincia di Chieti. Ossia il caso della coppia anglo australiana che ha deciso di vivere nel piccolo comune dell’Abruzzo in un casolare nel bosco senza energia elettrica e acqua corrente, scegliendo per l’istruzione dei figli la formula dell’insegnante a casa.

Nei giorni scorsi è arrivata la decisione del tribunale dei minori dell’Aquila di togliere i tre figli alla coppia. E di mandarli in una struttura protetta con la madre. L’ultimo atto di un percorso iniziato lo scorso anno quando si era reso necessario l’intervento del personale medico e il ricovero in ospedale dei bambini per una intossicazione da funghi. A seguire il controllo dei carabinieri e la segnalazione alla procura e al tribunale dei minori. Poi i nuovi atti, con la sospensione della potestà genitoriale e il provvedimento con cui è stato disposto il trasferimento dei bambini in una struttura protetta e la nomina di un tutore provvisorio per garantire la loro tutela.

Il caso diventato politico