Dopo le polemiche sul pranzo di Natale, il caso della famiglia nel bosco torna a infiammare il dibattito.
Le vicende giudiziarie dei coniugi Catherine Birmingham e Nathan Tevrallion, a cui il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sospeso la potestà genitoriale sui tre figli, sono ormai da mesi al centro dell’attenzione di tv e giornali.
Proprio questa esposizione mediatica ora fa discutere per le potenziali violazioni del codice deontologico denunciate dal Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Abruzzo.
«La Carta di Treviso è chiara: in presenza di minori, il diritto alla riservatezza deve prevalere sul diritto di cronaca e di critica. Eppure, in questi giorni, si è assistito a una presenza massiccia e invasiva di giornalisti, dotati di strumenti altamente professionali, capaci di realizzare immagini persino all’interno di una casa protetta che ospita anche altri minori», ha dichiarato il Garante, l’avvocata Alessandra De Febis.
Il riferimento è al protocollo, adottato dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa italiana, che disciplina le notizie riguardanti bambini e adolescenti con l’obiettivo di tutelare i diritti e la maggiore fragilità dei minorenni.







