C’era una volta la Langa de La Malora di Beppe Fenoglio, povera e disperata. Oggi vi splendono le stelle dei ristoranti premiati dalla Guida Michelin. Nelle colline attorno ad Alba, tra profumi di tartufo e di Nutella (eh sì, perché anche la crema da spalmare ha molti meriti nello sviluppo di queste zone), l’edizione 2026 della Guida Rossa, appena presentata in pompa magna a Parma, ha dispensato ben 13 macaron, come in Francia sono definiti i riconoscimenti agli “stellati”, a nove ristoranti. E su 15 che in Italia oggi vantano il massimo riconoscimento delle tre stelle (un locale che «vale il viaggio»), due si trovano a venti chilometri l’uno dall’altro: Piazza Duomo di Alba con lo chef Enrico Crippa (tre stelle Michelin dal 2012) e La Rei Natura con lo chef Michelangelo Mammoliti, new entry, che officia all’interno del Boscareto Resort di Serralunga d’Alba. Una concentrazione che non ha eguali in Italia. E c’è un altro primato: dietro questi due locali al top della ristorazione nazionale ci sono delle aziende vinicole di successo, ovvero Ceretto e Batasiolo. Insieme producono oltre quattro milioni di bottiglie, ma il loro vino più conosciuto è il Barolo, con cru pregiati amati e ricercati dagli intenditori di tutto il mondo.
Nelle Langhe sei stelle Michelin in 20 chilometri. Merito del Barolo
Nelle colline intorno ad Alba in tutto i macaron della Rossa sono 13: Crippa e Mammoliti guidano gli chef. Dietro di loro, due grandi aziende del vino simbolo …












