Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 7:40
Dopo le varie anteprime di ottobre e il premio alla carriera ricevuto alla Festa del cinema di Roma, il regista Jafar Panahi torna nelle sale col suo ultimo capolavoro, Palma d’oro a Cannes. Distribuito da Lucky Red col patrocinio di Amnesty International Italia, Un semplice incidente è un’opera nient’affatto semplice, drammatica soprattutto in un lungo monologo sullo stupro in carcere ma non priva di momenti comici.
Il motore di un’automobile non parte più, a causa di un “semplice incidente” stradale. Ma a mettersi in moto è la storia, che ruota intorno alla ricerca di conferme che il guidatore dell’auto in panne sia un ex carceriere. Per togliersi il dubbio, l’aiuto-meccanico che l’ha sequestrato chiede collaborazione a chi ne ha subito la brutalità e il sadismo in prigione.
Ne deriva un lungo e doloroso confronto tra chi vuole dimenticare, chi intravede finalmente un’opportunità per vendicarsi, chi teme ritorsioni e chi non riesce a decidere. Ma c’è un problema di fondo: come riconoscere una persona avendo avuto, in carcere, sempre le bende sugli occhi? Ci vorrà un altro senso al posto della vista, quello dell’udito e non si tratterà di attivarlo ascoltando una voce.







