Da grande farò…. il maniscalco. Oppure la groom, per lavorare in scuderia e accudire i cavalli. O ancora, il sellaio, la coreografa di manifestazioni equestri, l’esperto di mangimi, l’operatrice di terapie assistite con gli animali…

Anche se da oltre un secolo cavalli non sono più il principale mezzo di locomozione, questo non significa che siano scomparsi. E che con loro siamo scomparse tutta una serie di figure professionali. Anzi, molte arti e mestieri resistono e hanno bisogno di giovani che li imparino gli tramandino a loro volta. D’altra parte, solo il comparto degli sport equestri vale, secondo le più recenti stime disponibili, tre miliardi di euro l’anno.

Nasce da questa constatazione una originalissima iniziativa di Fieracavalli Verona 2025, la principale manifestazione equestre italiana giunta alla sua 127esima edizione: il 6 e il 7 novembre prossimi andrà in scena Horse Future Hub, Arti e Mestieri.

“Sarà l’occasione ideale per parlare di mestieri, quelli artigianali, della tradizione, dove c’è più manualità. E per farli scoprire alle nuove generazioni”, spiega Barbara Ferro, che dal maggio scorso è ad di Veronafiere. “Sappiamo che in questo ambito c’è un gap tra la richiesta del mercato e i giovani che scelgono simili percorsi lavorativi. Ma forse è perché ragazze e ragazzi neppure sanno che esistono tali opportunità. Anche negli istituti professionali, quando si fa orientamento, è difficile che si parli del maniscalco o del sellaio… E allora abbiamo pensato di farglieli scoprire noi questi mestieri”.