I visitatori che tra pochi giorni varcheranno i cancelli di Fieracavalli si troveranno davanti qualcosa di davvero insolito: una pista da galoppo, purosangue e fantini professionisti. Per la prima volta nella sua storia lunga più di un secolo, la manifestazione scaligera, nata come mercato equino e diventata appuntamento di rilievo internazionale, ospita il 1° Salone Internazionale dell’Ippica. Sarà come fare un tuffo in un ippodromo, fuori dall’ippodromo.
Tornare a respirare l’aria della pista che alla fine dell’Ottocento sorgeva proprio nel quartiere di Borgo Roma, vicino al mercato del bestiame. Grazie ad un accordo con l’ippodromo di Merano, dal 6 al 9 novembre sarà possibile vivere una giornata alle corse: conoscere la storia delle giubbe colorate, assistere alla pesa del fantino, ai controlli antidoping e alla sfilata dei cavalli. E poi una simulazione di gara, che sarà ovviamente “a misura” di Fiera: si correrà due alla volta su una distanza di 200 metri, le gabbie si apriranno su un tracciato di sabbia steso fra i padiglioni centrali.
Un'edizione storica di Fieracavalli nel 1937 con le gare di trotto
Ma lo sguardo sarà rivolto anche a ciò che accade fuori dalle piste, dopo le corse, con l’obiettivo di dare una seconda opportunità a quei cavalli spesso destinati ad un ritiro precoce ma che possono essere ancora validi atleti in altre discipline equestri o diventare compagni di cura e crescita personale. Una realtà ben nota a Giuliana Marple, docente all’Università dello Utah e co-fondatrice di Impronte Equine, organizzazione attiva in Italia e Stati Uniti. Con lei, Verona dà vita a Fieracavalli–USA Horse-Man Academy: «La nostra missione è formare la prossima generazione di professionisti del settore equestre, come educatori, leader e addestratori, che porteranno avanti la consapevolezza del potere curativo e trasformativo dei cavalli», spiega la dott.ssa Marple.







