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31 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:06

Secondo l’art. 104 della Costituzione, la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Esattamente il contrario di quanto avverrebbe se passasse il principio della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e magistratura giudicante voluto da questo governo che, al di là delle chiacchiere, ha l’unico scopo evidente di annullare il principio per cui i magistrati si distinguono solo in base alle funzioni svolte e di sottoporre al potere politico l’ufficio del pm titolare dell’azione penale.

Distinzione che, in realtà, già risulta abbondantemente attuata da leggi più o meno recenti. Come opportunamente ricorda Nello Rossi (in un articolo del 2023 su “Sistema Penale”), la riforma Castelli sin dal 2006 limitava drasticamente il passaggio delle funzioni. E, più di recente, la famigerata legge Cartabia del 2022 ha ulteriormente ridotto questi spazi, stabilendo la regola generale che il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa può essere effettuato una sola volta nel corso della carriera, entro 9 anni dalla prima assegnazione delle funzioni, peraltro con pesanti limitazioni.