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31 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 8:00

L’attacco all’autonomia e all’indipendenza della magistratura è un attacco alla democrazia. Senza una magistratura autonoma ed indipendente non vi può essere uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e quindi viene meno lo stato di diritto ed uno dei pilastri fondamentali della Costituzione. Difendere questi principi non vuol dire peraltro avallare tutto quello che ha fatto e fa la magistratura che ha, soprattutto negli ultimi vent’anni, non poche colpe. Ma le colpe di taluni non possono giustificare un violento attacco istituzionale alla magistratura, la distruzione della separazione dei poteri e la mortificazione della democrazia.

I poteri, quasi tutti, con poche eccezioni, hanno sempre voluto e desiderano tuttora il controllo politico della magistratura ed in particolare del pubblico ministero, che è il motore dell’azione penale e, quindi, del più ampio e profondo controllo di legalità. Ad esso si deve aggiungere la costruzione fortemente perseguita dalla politica di un modello di magistrato burocrate e conformista e di un Consiglio superiore della magistratura sempre più lontano dalla funzione di autogoverno voluta dai costituenti.