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Ultimo aggiornamento: 7:55
Siamo all’attacco frontale contro i giornalisti liberi e coraggiosi e contro i magistrati autonomi e indipendenti. È il momento quindi che un fronte popolare democratico in difesa della Costituzione si attivi quanto più è possibile prima che sia troppo tardi. La riforma costituzionale della separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici rappresenta un pericolo incombente per la fine della separazione dei poteri, dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e dell’obbligatorietà dell’azione penale.
Ho molto rispetto delle ragioni di una parte forte ed autorevole dell’avvocatura che sostiene, in buona fede, il progetto della separazione delle carriere come strada per raggiungere la piena parità tra accusa e difesa. Così come riconosco che la riforma delle destre è scritta in maniera istituzionalmente corretta, a differenza di progetti sguaiati ed ancora più eversivi dell’ordine costituzionale portati avanti nel passato tanto dalla destra berlusconiana quanto dalla sinistra di sistema. Ma oggi separare il pubblico ministero dall’unicità della giurisdizione significa creare le immediate condizioni per il controllo politico degli uffici di procura.






