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13 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:39
La riforma costituzionale sulla magistratura approvata dal governo e dalla maggioranza politica parlamentare non incide sul funzionamento della giustizia, non cura gli interessi del popolo, ma è punitiva nei confronti della magistratura libera e coraggiosa e tesa a garantire l’impunità del potere politico. Sgomberiamo subito il campo dall’idea che se dovesse vincere il Sì al referendum confermativo noi avremmo una giustizia più giusta, equa, efficiente, efficace e rapida. Questa è una balla. Assimilare casi come Garlasco, che purtroppo ad onor del vero non sono un’eccezione, alla separazione delle carriere e alla riforma del Csm è pura propaganda e demagogia politica. Quale sia l’effettivo obiettivo della riforma è stato affermato dal ministro Nordio qualche giorno fa: impedire che la politica possa essere “controllata” dalla magistratura, scongiurare il controllo di legalità, come dicono loro evitare “invasione di campo” delle toghe sulla politica.
Nel Paese che ha avuto il fascismo e il tribunale della razza, quando i togati erano in gran parte arruolati nei fasci, nel Paese in cui hanno dominato e ancora dominano corruzione dilagante, associazioni mafiose e poteri occulti, nell’Italia delle stragi senza colpevoli, degli assassini impuniti e dei colpi di stato permanenti senza carri armati ma con pervasivi apparati dello Stato deviati, si vuole pervicacemente mettere il pubblico ministero sotto “l’ombrello” del governo.







