CONEGLIANO Sei anni di reclusione e il pagamento di 35mila euro di provvisionale alla vittima con disposizione che sia il giudice civile a quantificare l’esatto ammontare del risarcimento del danno. È la sentenza pronunciata ieri mattina dal collegio del tribunale di Treviso nei confronti di un 31enne residente a Conegliano, difeso in aula dall’avvocato Cristiana Pollesel, chiamato a rispondere del reato di violenza sessuale aggravata per aver approfittato di un’amica ubriaca, mentre era stesa nella sua camera da letto durante la festa che aveva organizzato per il suo diciottesimo compleanno, decidendo di abusare di lei.

La giovane si era costituita parte civile con l’avvocato Alessandra Rech. L’uomo, giudicato con rito immediato, aveva sempre respinto ogni addebito, sostenendo che quanto accaduto in quella camera da letto non era una violenza, ma un rapporto consensuale. I giudici del palazzo di giustizia di via Verdi, però, hanno dato ragione alla vittima che nella denuncia aveva descritto per filo e per segno quelli che a tutti gli effetti aveva considerato degli abusi sessuali.

La vicenda incriminata si è svolta, stando a quanto riportato nel capo d’imputazione del pubblico ministero Barbara Sabattini, il 15 novembre 2020, in piena epoca Covid. Tralasciando il fatto che la festa, di per sé, non si sarebbe nemmeno dovuta tenere proprio per le restrizioni imposte dal governo di allora per il contrasto alla pandemia, i due erano amici e, secondo quanto raccontato dalla ragazza in fase di indagini preliminari, l’imputato si era invaghito di lei ma quel sentimento non era stato corrisposto.