TREVISO - Abusa sessualmente di una bambina di 10 anni e, dopo la condanna penale a un anno e due mesi di reclusione (già passata in giudicato, ndr), è arrivata anche quella a livello civile che ha riconosciuto come responsabili anche i genitori dell’allora 16enne che dovranno pagare i danni, in solido con il figlio, sia alla vittima (80mila euro) che alla madre e al padre di lei (50mila euro).
Un totale di 130mila euro di risarcimento che è stato disposto dal giudice Marina Righi (la sentenza, in realtà, è datata 30 aprile 2025 ma la notizia è stata data soltanto in questi giorni) in base al principio della “culpa in educando” sancito dall’articolo 2048 del codice civile che prevede, appunto, la responsabilità civile dei genitori per i danni causati dai figli minori fondata su una presunzione di colpa nella mancata corretta educazione o vigilanza, che può essere superata solo provando di non aver potuto impedire il fatto dannoso, o dimostrando di aver impartito un'educazione adeguata e il rispetto delle regole sociali.
Circostanze che, in questo caso, secondo il giudice Righi non sussistono. La sentenza è già stata appellata dai genitori del 16enne, assistiti dall’avvocato Antonio Forza: la prossima udienza è fissata per il 27 maggio. Per l’avvocato Mauro Biasi, legale della giovane vittima e dei suoi genitori, l’importante è che in secondo grado venga confermato proprio il principio della “culpa in educando”, indipendentemente da quella che sarà la quantificazione economica del danno.









