Si era ripreso con il cellulare mentre sottoponeva il figlio di pochi mesi a violenza sessuale, pubblicando poi il video su TikTok.

Nei primi due gradi di giudizio, il tribunale di Bolzano lo aveva condannato a 10 anni, ma la difesa ha fatto ricorso in Cassazione secondo la quale è tutto da rifare. Una sentenza della suprema corte, infatti, ha stabilito che l'organo competente, per i casi di violenza sessuale aggravata dal fatto che la vittima abbia meno di dieci anni, sia la Corte d'assise, anziché il tribunale in composizione collegiale. Il nuovo processo si aprirà a Bolzano il 30 gennaio.

Il video girato e pubblicato sui social dall'uomo era finito sotto la lente delle autorità statunitensi che avevano inviato una segnalazione alla polizia postale italiana. A quel punto era stata aperta una indagine e in poco tempo, sotto il coordinamento della Procura distrettuale di Trento, gli inquirenti erano risaliti all'identità del responsabile, un trentacinquenne residente in Alto Adige. L'uomo è quindi finito a processo, con l'accusa di violenza sessuale aggravata e pedopornografia.