TREVISO - Sette anni e un mese di reclusione, 20mila euro di provvisionale a titolo di risarcimento danni che verranno poi quantificati in sede civile, e il divieto per un anno (a pena espiata) di avvicinarsi ai luoghi frequentati da minorenni, compresi scuole, oratori e locali pubblici. È la condanna emessa nei confronti di un 27enne originario della Guinea, tuttora detenuto per altra causa e difeso in aula dall'avvocato Enrico Marignani, finito davanti al collegio del tribunale di Treviso per rispondere del reato di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima, che all'epoca dei fatti aveva da poco compiuto 15 anni e che oggi non è ancora maggiorenne.

I fatti contestati risalgono alla sera dell'11 giugno 2023. L'allora 15enne si era recata nel pomeriggio a casa di un'amica per una festicciola per pochi intimi. Meno di una decina di persone. Col passare delle ore è iniziato però un certo via vai di giovani, tra cui anche l'imputato che sia la padrona di casa che la vittima conoscevano. Verso sera la 15enne, che cominciava ad accusare un po' di stanchezza, si è assopita sul divano in salotto. Ed è a quel punto che il 27enne, secondo l'accusa, ha abusato di lei. Stando alla denuncia, e al racconto della giovane reso in aula in una precedente udienza, l'imputato ha approfittato del fatto che stesse dormendo per sfilarle i pantaloncini che indossava evitando che si svegliasse. Poi, sempre secondo la Procura, è riuscito a toglierle anche la biancheria intima. Gesto che però ha fatto svegliare la 15enne che disse all'operaio di smetterla, di allontanarsi e di lasciarla riposare. Nel capo d'imputazione si legge che il 27enne ha invece iniziato a toccarla, immobilizzandola con il suo peso e tenendole ferme entrambi le mani, e l'ha costretta a subire un rapporto sessuale completo «impedendo ogni azione della minore che gli ripeteva di smetterla».