Con le audizioni di oggi in Procura a Milano si ritorna a una settimana fa, a quei terribili momenti in cui Pamela Genini è stata accoltellata da Gianluca Soncin, il 52enne ora in carcere a San Vittore, con l'accusa di omicidio pluriaggravato.
Da stamane sono in corso, infatti, davanti a inquirenti e investigatori, le deposizioni dei vicini di casa di Pamela che la sera del 14 ottobre hanno assistito quasi in diretta alla sua aggressione.
Come l'uomo che vive nell'appartamento di fianco a quello dove è avvenuto il delitto, che ha già raccontato nell'immediatezza di aver sentito verso le 21.45 dei "trambusti riconducibili ad una lite" e poi "delle richieste di aiuto" da parte della ragazza nel momento in cui è uscita sul pianerottolo nel tentativo di salvarsi, "vedevo dallo spioncino della mia porta.
Notavo anche che dietro di lei vi era un uomo il quale la trascinava in casa tirandola dai capelli. A questo punto, dopo qualche istante di silenzio, le grida sono riprese dal terrazzo.
Vista la situazione decidevo di intervenire, uscendo dalla mia abitazione cercando supporto nei condomini". Oppure una coinquilina che ha visto la scena in cui l'uomo aggrediva "l'ultima volta" Pamela, colpendola "all'altezza del collo" prima che cadesse "al suolo".
















