Violenze che andavano avanti da tempo. Vessazioni, minacce e manie di controllo. Fino al femminicidio dell’altro ieri sera, quando Gianluca Soncin, 52 anni, ha ammazzato con 24 coltellate la compagna Pamela Genini, di 29, in un appartamento di una palazzina a Milano.

Un rapporto "possessivo e violento" per gli inquirenti, costellato di minacce, vessazioni e "atteggiamenti controllanti" da parte di lui. Al punto che nei primi tempi della relazione avrebbe tentato in tutti i modi di isolarla dalle amiche e dal lavoro. Soncin, riservatissimo anche sui social, nel 2010 era stato arrestato assieme al padre Lamberto dalla Gdf di Ascoli Piceno per una presunta frode su un traffico di auto di lusso importate dall'estero.

L’interrogatorio

Nel giorno dell’interrogatorio nel carcere di San Vittore dove Soncin è rinchiuso, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip Tommaso Perna. Soncin ha scelto la strada del silenzio di fronte all'accusa di omicidio aggravato da premeditazione, stalking, crudeltà e futili motivi. L'accusa, rappresentata dalla procuratrice aggiunta Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo, ha chiesto la convalida del fermo e la misura cautelare del carcere.