Deve restare in carcere Gianluca Soncin per l'omicidio pluriaggravato di Pamela Genini, uccisa due giorni fa con 24 coltellate.

Lo ha deciso il gip di Milano Tommaso Perna che ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare, come richiesto dalla pm Alessia Menegazzo e dall'aggiunta Letizia Mannella nelle indagini condotte dalla Polizia. Il giudice ha confermato tutte le aggravanti contestate: premeditazione, stalking, futili motivi, crudeltà e relazione affettiva.

Soncin si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio con il gip di Milano Tommaso Perna.

Soncin, assistito dall'avvocato Simona Luceri, ha scelto la linea del silenzio come già aveva fatto subito dopo l'arresto in ospedale, dove era stato portato dopo aver inscenato un tentativo di suicidio. Ora l'uomo si trova in isolamento e come ha spiegato la sua legale, revocata in quanto Soncin ha nominato un avvocato di fiducia, "non è lucido". "L'ho trovato dimesso - ha aggiunto - non ha ancora preso consapevolezza di quanto accaduto. La decisione del gip è attesa entro oggi.

Come ha riferito il legale, mentre lasciava il carcere di San Vittore, Soncin, "non è in condizioni lucidissime. Ha già provveduto a nominare un avvocato di fiducia con cui deciderà la strategia processuale" Soncin, con un vistoso cerotto sul collo per via dei tagli superficiali che si è procuratore subito dopo aver ucciso Pamela con 24 coltellate, è in cella in isolamento. Il gip Tommaso Perna già oggi dovrebbe depositare il suo provvedimento. La Procura ha chiesto la convalida del fermo e l'applicazione della misura cautelare in carcere per omicidio pluriaggravato