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Ultimo aggiornamento: 19:56
Sin dai primi momenti successivi al femminicidio di Pamela Genini, uccisa con 30 coltellate dall’uomo che aveva lasciato, era emerso che la 29enne era vittima di violenza da parte di Gianluca Soncin, il 52enne ora in carcere con l’accusa di omicidio pluriaggravato anche dalla crudeltà e dalla premeditazione. I racconti degli amici e dell’ex fidanzato hanno confermato un rapporto “tossico” fatto di violenze, soprusi e prevaricazioni. Il primo a essere convocato, in tarda mattinata, è stato l’uomo che aveva avuto una relazione sentimentale che si era chiusa nel dicembre 2023, per poi trasformarsi in un’amicizia. Tant’è che pure lui, come l’altro ex che aveva sentito le ultime parole della ragazza mentre invocava aiuto al telefono – avrebbe cercato di proteggerla dalle violenze e dalle vessazioni di Soncin. Dalla sua testimonianza, così come da quelle amiche, ne è uscito un quadro che ha confermato quanto è già agli atti dell’inchiesta. Una catena di aggressioni, un legame “malato”, possessivo, in cui lei con le sue fragilità è stata bersaglio di calci, pugni, minacce di morte, mai denunciate o ritrattate per paura. Anche se in un referto è emerso che la 29enne, minacciata di morte, temeva per la sua vita.












