"Onestamente la mia vita non è cambiata molto rispetto all'inizio delle minacce.
Conducevo una vita di merda prima e continuo a condurre una vita di merda ora". Sigfrido Ranucci, vittima di un attentato questa notte, parlava così, con ironia, alla presentazione del suo ultimo libro a Varese, della lunga lista di intimidazioni subite, che hanno portato anche alla decisione di assegnargli la scorta. Il giornalista è stato anche querelato, insieme alla sua redazione, moltissime volte, spesso da parte di politici. A loro si rivolge oggi l'ex ministro Francesco Storace che propone: "La solidarietà va manifestata soprattutto con un gesto: ritirando qualunque querela contro di lui". È quello che fece, ad esempio, Roberto Benigni nel febbraio del 2023, decidendo di chiudere l'azione legale avviata nel 2017 contro Report per un'inchiesta sugli studi dove il premio Oscar aveva girato 'La vita è bella' e 'Pinocchio'. Ranucci ha spesso aggiornato sui social il resoconto delle centinaia di querele e richieste di risarcimento danni. Tra queste, nell'ultima legislatura, quella ricevuta dal partito di Fratelli d'Italia, per il servizio dell'inviato Giorgio Mottola, che parlava dei rapporti del padre della premier con il boss Michele Senese. Querele sono arrivate anche dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e da Gaetano Caputi, capo di gabinetto di Meloni, in relazione all'inchiesta, anche questa di Mottola, sul presunto ruolo del governo nella scalata di Monte Paschi su Mediobanca.














