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15 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:44

Basta braccetti che vengono in mezzo al campo ad impostare e terzini chiamati a fare gli attaccanti, sofismi, dissertazioni d’etica e morale, supercazzole varie e di ogni tipo. Siamo tornati al calcio pane e salame, i difensori che difendono e due punte grosse là davanti che pensino a far gol. Piaccia o meno, un po’ dovremmo anche vergognarcene, ma questa è l’Italia di Rino Gattuso.

Usciamo dalla sosta di ottobre con due vittorie e un sospiro di sollievo: scacciato lo spauracchio Israele (e tutte le vicende extra campo che questa sfida si portava dietro), abbiamo staccato il pass per i playoff mondiali. Ci giocheremo la qualificazione a Usa 2026 negli spareggi di marzo. È meno del minimo sindacabile, ma nemmeno questo era scontato per come si era ridotta la nazionale con l’ultimo Spalletti, umiliata dalla Norvegia a Oslo e poi imbarazzata anche dai dilettanti della Moldova, ad esonero del ct già comunicato.