VILLORBA «Mi auguro che Gattuso riesca a imprimere mentalità e coraggio alla squadra e l'Italia possa qualificarsi per i Mondiali. Però nel calcio italiano abbiamo commesso tanti, troppi errori: abbiamo copiato il "guardiolismo"e per giunta l'abbiamo copiato male. Ai ragazzini, già dai 10 anni in avanti, si insegna solo tattica, dimenticando tecnica e velocità. E manca il coraggio di far giocare i giovani, mentre nel resto d'Europa a 18 anni, se hai qualità, sei stabilmente in prima squadra».

Fabio Capello conferma la visione e la personalità che ne hanno fatto un campione in campo e in panchina. Oggi (11 ottobre) il 79enne ex giocatore e allenatore di Pieris, provincia di Gorizia, è stato protagonista di un evento speciale al Villaggio delle zucche dell'azienda Nonno Andrea di Villorba. In dialogo con l'avvocato Maurizio Paniz, davanti ad almeno 400 spettatori (compresi parecchi giovanissimi e un tifosissimo giunto apposta da Viterbo) ha ripercorso aneddoti e vicende della sua carriera sportiva. Il suo gol a Wembley, il 14 novembre 1973, con cui gli azzurri per la prima volta vinsero in Inghilterra: «I giornali inglesi avevano scritto, in senso dispregiativo: a vedere la partita ci saranno 20mila camerieri italiani. Al termine mi chiesero a chi dedicavo la vittoria, ho risposto: ai camerieri italiani».