Tutti noi dobbiamo volere bene a Rino Gattuso. Anche solo a descrivervelo: arruffato, grifagno, gli occhi neri e profondi, pieni di vita e di paura. Lo sa che è finito dentro una storia dall’enorme potenziale drammaturgico. La conferenza stampa è inutile. Questo non è più nemmeno calcio. Mica puoi chiedere a uno se si sente pronto a compiere un miracolo. L’Italia, per andare ai prossimi Mondiali, dovrebbe vincere tutte le partite del girone di qualificazione, recuperare alla Norvegia una differenza gol di 12 reti, e poi persino batterla il 16 novembre al Meazza. Datemi un pizzicotto per svegliarmi.
Nazionale, è il giorno del debutto di Gattuso: le urla di Ringhio e la maglia da baciare
Il materiale umano è lo stesso che aveva a disposizione Luciano Spalletti. Molti calciatori di livello modesto, pochi quelli buoni












