Macina chilometri, stringe mani, sorride sereno. Rino Gattuso è al lavoro, Coverciano è la sua nuova casa, i ritiri delle squadre la meta. Manca meno di un mese all’esordio di Ringhio sulla panchina della Nazionale e la strada è impervia. Il 5 settembre a Bergamo contro l’Estonia comincerà la rincorsa, già affannosa, al Mondiale americano. L’umiliante 3-0 rimediato a Oslo contro la Norvegia, che è costato il posto a Luciano Spalletti, costringe il nuovo allenatore a una disperata rincorsa. Nessuno si illude: lo spauracchio di un altro playoff è una possibilità concreta. Gli ultimi due, contro Svezia e Macedonia, Ventura e Mancini i c.t., ci sono costati i viaggi in Russia nel 2018 e in Qatar quattro anni dopo. «Non possiamo restare fuori un’altra volta», il messaggio del presidente Gravina. Ma i rischi sono altissimi. Lo stesso Gravina ne è consapevole, al pari di Buffon, che Gattuso lo ha scelto e lo sta accompagnando, passo dopo passo, in questo tour per l’Italia. Per vincere il girone all’Italia non basterà raggiungere la Norvegia di Haaland, ma in caso di arrivo a pari punti anche ribaltare la differenza reti che oggi ci condanna in maniera implacabile: loro a più 11, noi a meno 1.
L'Italia di Gattuso prende forma: le visite del ct ai club, valori, modulo e i giocatori su cui punterà
L'allenatore della Nazionale gira il Paese per parlare con i tecnici di serie A e studia le convocazioni per l'esordio in programma fra meno di un mese






