FIRENZE. «Sono carico a molla», garantisce Gennaro Gattuso nel suo primo giorno da ct azzurro a Coverciano. Ha atteso a lungo questo momento, dopo essere stato scelto dalla Federcalcio per sostituire a metà giugno l’esonerato Spalletti, e ora può iniziare a lavorare sulla sua Italia per le prime partite di qualificazione mondiale contro Estonia (venerdì a Bergamo) e Israele (lunedì prossimo a Debrecen in Ungheria). Con lui ci sono 28 giocatori, compreso Scamacca uscito malconcio da Parma-Atalanta («Resta con noi») e Donnarumma che sta firmando con il Manchester City. «Sappiamo che non possiamo sbagliare – dice Gattuso nella conferenza che apre il raduno azzurro -, ma io voglio un’Italia senza paura. Ho una grande responsabilità e la sento, ma adesso serve determinazione ed entusiasmo».

Mai così pochi italiani in campo in Serie A: un bel guaio per Gattuso

In attesa di capire come giocherà la Nazionale («Facciamo la difesa a quattro e possiamo giocare con una o due punte»), però, tiene banco a Coverciano la questione di Israele-Italia. Il sindaco di Udine ha chiesto di valutare l’ipotesi di spostare la partita del 14 ottobre dalla sua città per motivi di ordine pubblico, mentre le voci di boicottare Israele si moltiplicano e anche gli allenatori italiani hanno chiesto alla Federcalcio di intervenire presso Uefa e Fifa per alzare l’attenzione su questa tematica. «Rispetto le considerazioni del sindaco – risponde Gattuso – e so che il presidente Gravina si sta dando da fare per trovare soluzioni per riuscire a fare la gara a Udine con Israele in modo perfetto. Sono un uomo di pace e vorrei la pace in tutto il mondo: fa male al cuore vedere civili e bambini che muoiono. Però facciamo un altro mestiere: Israele è nel nostro girone e ci dobbiamo giocare. Purtroppo c'è una guerra in atto, in Israele come altrove, e questo fa male».