«In Nazionale non si può pensare a giocare bene, ma a vincere, in modo pulito o "sporco" non importa. La nostra forza è sempre stata questa mentalità, questo senso di appartenenza, di cattiveria. È arrivato il momento di tirare fuori tutto questo e spero di averlo inculcato ai giocatori in questi pochi giorni».

Rino Gattuso è teso, sente l’aria del debutto, venerdì a Bergamo contro l’Estonia, in una rincorsa alla qualificazione diretta al Mondiale molto complicata: «Non ho il tempo di emozionarmi, accadrà un po’ durante l’inno e nel vedere papà e mamma in tribuna e pensare a mia sorella. Da calciatore era molto più semplice, ma da commissario tecnico sono ancora più orgoglioso».