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Poco dopo il ritiro dell’esercito israeliano da ampie zone della Striscia di Gaza, a seguito dell’entrata in vigore del cessate il fuoco, i miliziani di Hamas hanno cominciato a uscire dai tunnel e dai luoghi in cui erano nascosti. Uomini incappucciati, alcuni dei quali con cappelli con scritto «Sicurezza interna», e armati di kalashnikov hanno cominciato a pattugliare le strade e a muoversi per recuperare il controllo del territorio lasciato dagli israeliani.
Nel fine settimana ci sono stati anche scontri con armi da fuoco con altre milizie rivali sorte in questi due anni di guerra, alcune delle quali avevano ricevuto armi e sostegno da Israele. La più importante di queste milizie si chiama “Forze popolari” e ha assunto un certo rilievo nella zona di Rafah, nel sud della Striscia, soprattutto nell’ultimo anno: è di fatto una milizia anti Hamas creata e armata da Israele.
Hamas ha dato un ultimatum a tutti i gruppi rivali, imponendo di lasciare le armi e di consegnare i propri leader, ma il capo delle Forze popolari, il 31enne Yasser Abu Shabab, ha detto che non intende arrendersi. Hamas ha fatto anche sapere di aver avviato trattative con altri gruppi locali per farsi consegnare le armi e riprendere il controllo del territorio.












