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13 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:43

Iniziata la prima fase del rilascio degli ostaggi israeliani ancora in vita, nonché quello dei prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane, in diverse aree della Striscia di Gaza da almeno una settimana vanno avanti dei durissimi combattimenti: non più tra Forze armate israeliane e movimenti armati palestinesi, o perlomeno non direttamente. L’ultimo a farne le spese, nonché l’ennesimo tra i giornalisti gazawi, è Saleh Al Jafarawi, noto sui social media col nickname di “Mr Fafo”, rimasto vittima a Gaza City di decine di proiettili nel corso di uno scontro a fuoco tra forze della sicurezza interna di Hamas e membri del clan locale dei Doghmush, che secondo diverse fonti locali sarebbero i responsabili diretti della sua uccisione. Al Jafarawi era già miracolosamente sopravvissuto al bombardamento israeliano dell’ospedale al Nasser, ed aveva già perso decine di famigliari.

Con l’avvio dell’arretramento, più che il ritiro, delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza, diversi clan locali gazawi – nella Striscia circa il 20% della popolazione ha origini beduine, con almeno una cinquantina di clan locali – hanno lanciato delle offensive o ingaggiato scontri con i circa 7000 miliziani e funzionari della sicurezza di Hamas dispiegati sul territorio, dando il via a quella che appare come una resa dei conti interna. Alcuni, se non la gran parte di essi, sarebbero stati addestrati e sostenuti dalle stesse Idf, che in alcune occasioni avrebbero fornito anche una forma di “copertura” aerea con alcuni raid sui miliziani di Hamas impegnati negli scontri.