Hamas ricompare in forze per le strade di Gaza libere dalla presenza dei soldati israeliani. Poliziotti in uniforme e pattuglie di sicurezza tornano a circolare, segno che le milizie che governano la Striscia si affrettano a riprendere il controllo dell’ordine pubblico. È una presenza, però, che rischia di complicare i termini del cessate il fuoco, che nella seconda fase include il disarmo totale. Stando a fonti locali e report internazionali, il movimento ha richiamato 7mila membri delle sue forze di sicurezza e nominato 5 nuovi governatori, tutti con passato militare. L’ordine sarebbe arrivato via telefonate e sms: «È dichiarata la mobilitazione generale per rispondere al dovere nazionale e religioso di ripulire Gaza da fuorilegge e collaboratori con Israele. Presentatevi entro ventiquattr’ore nelle località designate utilizzando i codici ufficiali». Una dimostrazione di forza per impedire che il vuoto di potere alimenti scontri intestini. «Non possiamo lasciare Gaza alla mercé di ladri e milizie sostenute dall’occupazione israeliana - spiega alla Bbc un funzionario di Hamas in esilio - Le nostre armi sono legittime, servono a resistere all’occupazione». Sul terreno è già caos: scontri a fuoco tra Hamas e clan locali, piccole milizie nate durante la guerra. Il Financial Times riferisce che Hamas istituisce posti di blocco e conduce perquisizioni e azioni punitive contro presunti collaborazionisti, intimando ai rivali di deporre le armi in 48 ore e consegnare i loro capi. Le Forze Popolari di Yasser Abu Shabab controllano aree di Rafah e rifiutano la resa: «Resteremo nel nostro territorio e difenderemo le nostre terre. Non lasciamo la Striscia».
Gaza, Hamas frena sul disarmo. E richiama 7mila miliziani
Hamas ricompare in forze per le strade di Gaza libere dalla presenza dei soldati israeliani. Poliziotti in uniforme e pattuglie di sicurezza tornano a circolare, segno che le milizie che governano...











