Israele e Hamas si sono piegati, per ora, ad una pressione senza precedenti. Da un lato l’ultimatum di Donald Trump simile a un ordine esecutivo articolato in una ventina di punti. Dall’altro il peso dei mediatori regionali, ossia Qatar, Egitto, Turchia mobilitati per spegnere l’incendio. Anche l’Iran, punto di riferimento dell’asse radicale, si è espresso in modo favorevole. La diplomazia si augura che sia il primo sì verso una soluzione duratura ma è consapevole delle trappole presenti sulla strada tortuosa. Che in Medio Oriente si presentano con forme diverse e si annidano nei dettagli. A volte basta l’azione di un singolo per innescare la reazione a catena.
Cosa dice l’accordo di pace Israele-Hamas per Gaza: le armi, i detenuti, il ritiro, la tempistica (non chiara)
Non è stata fissata una tabella di marcia precisa né si è stabilito chi dovrà disarmare i jihadisti














