All'indomani della firma ufficiale dell'accordo di pace di Donald Trump, celebrata in pompa magna a Sharm el Sheikh, i mediatori stanno già lavorando alla 'fase 2' del piano, in particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia, quando ancora la prima parte resta fragile.
Hamas ha accusato Israele di aver aperto il fuoco contro i palestinesi, uccidendone 44 nelle ultime 24 ore "violando il cessate il fuoco". Dal canto suo lo Stato ebraico ha deciso di chiudere per due giorni il valico di Rafah all'ingresso degli aiuti per la mancata consegna delle salme di 24 ostaggi, gli ultimi ancora a Gaza dopo i 4 corpi restituiti poco dopo il rilascio degli ultimi 20 rapiti ancora in vita.
"Il lavoro non è terminato", ha tuonato Trump su Truth, chiedendo il ritorno immediato delle salme. La fazione palestinese ha quindi annunciato la restituzione di altri 4 corpi: "La pressione israeliana e quella dei mediatori hanno fatto il loro lavoro e Hamas è andata nel panico", ha commentato una fonte politica israeliana ai media ebraici. Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha tuttavia avvertito che potrebbero volerci "giorni o settimane" per ritrovarli tutti sotto le macerie della Striscia: la questione è "una sfida enorme, ancora più grande del rilascio delle persone vive", ha spiegato, ammettendo che esiste anche la possibilità che non vengano mai ritrovati.













