Cambia la forma, ma resta la sostanza. Una nuova sede per il ristorante Dao che si vanta di aver fatto conoscere alla Capitale l’autentica cucina cinese. Una nuova apertura, da pochi mesi in una traversa della centrale via Veneto, ma anche una veste rinnovata per la sede storica e per il bistrot. Un trittico di ristoranti, ognuno con la sua anima, voluti e guidati da Jianguo Shu. Imprenditore illuminato che ha strenuamente lottato per cercare di portare la cucina tradizionale del suo paese di origine sulla tavola dei romani.

Una battaglia che potremmo definire ideologica, la sua, sin da quando iniziò a lavorare nel ristorante dei suoceri, impegnandosi prima nello studio di materie prime e della proposta, per poi mettere a punto l’apertura nel 2012 di Dao Chinese Restaurant. È qui che in breve tempo, grazie anche alla risposta della clientela, che Shu ha potuto iniziare a osare con piatti che portassero in tavola i veri sapori della Cina, quelli cui era abituato e che compongono il mosaico delle stagioni, delle regioni e delle tradizioni culinarie delle feste cinesi.

Una sala del ristorante

L’evoluzione

Alla prima apertura nel quartiere Montesacro, si è poi aggiunto il Dao Bistrot nelle vicinanze di piazza Bologna. Quasi un ritorno alle origini, il bistrot ha infatti preso il posto nel 2023 negli spazi in cui per anni c’era stato il ristorante dei suoceri di Shu. Un passo avanti per il marchio Dao, che ha centrato l’attenzione sui dim sum e sulla carta dei tè. Con il tempo e dopo la recente apertura nel centro di Roma, anche la sede originaria in viale Jonio ha cambiato pelle, diventando seconda location del Dao Bistrot.