In piazza Vittorio, alle 9 del mattino, una studentessa avvolta nella bandiera palestinese gli passa di fianco, con le mani tiene in aria un cartello: «Meno bombe, più bomboloni», c’è scritto. Sottinteso: alla crema. Maurizio Landini la guarda e sorride: «Oggi in piazza i giovani ci stanno dando una lezione, bisogna essere onesti, lo dico da sessantenne con i capelli bianchi. La loro è una partecipazione straordinaria e senza precedenti, ci chiedono un futuro di pace e giustizia sociale». Intorno a lui c’è il mare rosso della Cgil per Gaza: le sigle dei trasporti, dei chimici, delle manifatture, dei pensionati. E poi il vecchio servizio d’ordine della Fiom: la miglior garanzia per un corteo sereno, senza incidenti. Come questo. «Maurì, oggi facciamo la storia», gli grida un militante, mentre lui è già finito dentro un bosco di telecamere e sta mandando messaggi a Meloni, Salvini, Piantedosi. Tiene banco soprattutto la frase della premier sul «weekend lungo».