Trump ha negoziato un accordo di pace tra due parti senza una parte, che è come celebrare un matrimonio senza la sposa ma in presenza dei testimoni dello sposo – i leader di alcuni paesi arabi – e del wedding planner – Tony Blair – il cui business consiste nel farsi pagare per fare una cosa che si fa gratis e che in un caso su due finisce male (a naso, quando c’è di mezzo il wedding planner).
L’idea di Trump per rassicurare i palestinesi bombardati e invasi dai soldati israeliani è che ora basta: saranno obbligati consegnare le armi. I palestinesi. Inoltre, Trump promette che gli abitanti di Gaza non saranno costretti a sfollare. Quelli che lo desiderano, potranno tornare alle loro macerie. Papa Leone benedice le nozze dello sposo senza la sposa definendola “una proposta realistica”, tipo la resurrezione dei corpi nell’ultimo giorno o il celibato dei preti.
L’accordo prematrimoniale in 20 punti prevede un organo di governo transitorio internazionale battezzato “Board of Peace” e presieduto da uno che ha cambiato nome al “Dipartimento della Difesa” in “Dipartimento della Guerra”. Siccome però stiamo parlando della Palestina, a decidere le sue sorti non può essere un americano: dell’organismo deve fare parte anche l’ex premier britannico. Si va verso la soluzione a due Stati: uno Israeliano e uno Inglese.














