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Tony Blair “governatore” di Gaza con la benedizione della Casa Bianca. L’ex premier britannico dovrebbe guidare per cinque anni Gaza International Transitional Authority, l’organismo che, dopo la fine della guerra, avrebbe il mandato di guidare la transizione della Striscia verso la ricostruzione in qualità di "suprema autorità politica e giuridica"" Secondo quanto riportato dai quotidiani Haaretz e The Times of Israel, iI piano è modellato sulle amministrazioni che in passato hanno supervisionarono la transizione di Timor Est e del Kosovo verso l'indipendenza. Dovrà avere sede nei primi tempi a el-Arish, capoluogo di provincia egiziano vicino al confine meridionale di Gaza, per poi trasferirsi nella Striscia accompagnata da una task force multinazionale sostenuta dall’Onu e composta in gran parte da militari di Stati arabi. Il piano prevede l’unificazione finale di tutto il territorio sotto l'Autorità Nazionale Palestinese. Nel progetto i palestinesi non sarebbero costretti a lasciare la propria terra come si temeva potesse accadere con le precedenti proposte degli Stati Uniti di trasformarlo nella Riviera di Gaza. Secondo quanto trapelato dai media israeliani, gli Stati Uniti starebbero appoggiando il piano che vedrebbe Tony Blair a capo dell’amministrazione temporanea della Striscia ma non vorrebbero il coinvolgimento diretto dell'Autorità Nazionale Palestinese. Almeno all’inizio.