E così alla settima partita la Juve di Tudor si riposò. In campionato aveva sempre vinto allo Stadium, sei su sei, ma il primo mezzo inciampo contro un’Atalanta rimaneggiata eppure bella era maturo: non sempre si può sperare nei ribaltoni last-minute (Inter) e nella panchina, benché anche ieri dà lì sia stato estratto il coniglio, pardòn il Cabal, vincente. Tra i comandamenti del tecnico c’è che la formazione con cui si finiscono le partite è fondamentale, non meno importante però sarebbe quella con cui le si inizia. Se i cambi danno la scossa, significa che qualcosa non va secondo i piani e l’attacco assomiglia sempre più a un rebus. In 540’ stagionali si sono alternati una quindicina di tridenti diversi, nei quali è difficile scorgere – Yildiz a parte – le «certezze» di cui parla l’allenatore. Soprattutto alla voce centravanti, con David retrocesso nelle gerarchie ma unico a segnare da titolare - un mese fa al Parma - e Vlahovic feroce solo da subentrato. Quanto a Openda, si spera vivamente che possa dare di più.

Impacciata e poco pericolosa: sembra la Juve dell'anno scorso

La vetta, intanto, è un discorso rimandato, immaginiamo per la gioia di Allegri, atteso stasera al primo esame della sua seconda vita rossonera: contro il Napoli dell’arcirivale Conte, undici scudetti in due, c’è in palio addirittura l’aggancio in cima alla classifica. Non male dopo cinque partite, sarebbe un primo timbro su una ricostruzione che comunque vada pare incoraggiante. Anche fuori dal campo: ritiro pre-partita ripristinato, dress code, tavolata unica per evitare i gruppetti e obbligo di parlare in italiano. «Siamo il Milan», il messaggio dietro le nuove-vecchie regole. In effetti, i più recenti non lo sembravano. Questo comincia ad assumerne le sembianze: due soli gol subiti, tre vittorie di fila con porta chiusa. Senza Europa, rinforzato (Rabiot, Nkunku) dopo l’avvio choc con la Cremonese, Allegri sogna di seguire le orme del Napoli dell’anno scorso (Lukaku e McTominay arrivarono dopo il disastro di Verona): da San Siro aspettiamo la prima verità.