Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

20 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:29

Sarebbe probabilmente prematuro, se non proprio errato, parlare di ‘ore di riflessione’. La Juventus di fatto ha già riflettuto e non ha intenzione di sollevare Igor Tudor dal suo incarico. Per ora. Perché il 2-0 subìto contro il Como è una mazzata pesantissima, che si porta degli strascichi polemici non indifferenti (si vedano le parole di Fabregas al termine della partita, che in qualche modo ha sotteso una mancanza di rispetto da parte del collega che ha battuto in maniera egregia) e soprattutto una mancanza di gioco e punti – 12 in 7 gare – che un po’ preoccupano. Quindi, no: non sono ore di riflessione in casa bianconera. Ma di certo l’allenatore non sta vivendo un momento facile nel suo percorso bianconero. Anzi, pensare che la sua panchina in qualche modo sia anche solo leggermente traballante non è prematuro. E nemmeno errato.

In qualche modo, Tudor se la giocherà molto nelle prossime due partite. Che saranno davvero molto difficili da gestire. Mercoledì c’è la Champions, con una trasferta complicatissima a Madrid per affrontare il Real. Domenica, altra trasferta, da quella Lazio che non sta vivendo un momento particolarmente florido, ma che come ogni squadra allenata da Sarri sa essere molto temibile. Ci vorranno prove convincenti e la percezione che i giocatori seguano davvero il loro allenatore. Il quale si presenta alle partite con diversi interrogativi irrisolti, soprattutto in attacco e con dei singoli che continuano a non decollare. In sostanza, la Juve fatica a esserci e Comolli, ormai plenipotenziario della società, dovrà iniziare a capire il da farsi. La posizione di Tudor è tutta da conoscere, ma se le cose non dovessero migliorare non è escluso lo scenario dell’esonero. Anzi, diventerebbe più che possibile, se non probabile.