«Tutte le opzioni sono aperte». Poche parole ma sincere in questo caso da parte di Igor Tudor, che in meno di due giorni di allenamento col gruppo completo e dopo una decina di riflessioni ha deciso di cambiare effettivamente molto. Lasciando da parte persino la difesa a tre, marchio di fabbrica, almeno per una volta. Questa la grande novità in vista della partita di domenica a pranzo con il Como: provata sia una Juve col 3-5-2 (e Kalulu esterno) che una diversa con il 4-3-3 senza Rugani e con un Koopmeiners chiamato a fare da raccordo tra i reparti. A riprova di come Tudor in realtà sia pronto a provarle tutte pur di invertire il trend pre-sosta. «Il cambio modulo? Può succedere come no, io parlo raramente di quello che prepariamo, perchè è giusto così», così Tudor alla vigilia. E ancora sulla difesa a quattro: «Propongo il 3-4-3 ormai da anni. Però si possono fare anche altre cose e ci sono delle problematiche da prendere in considerazione come le assenze di Bremer e Cabal. Sono tutte opzioni aperte».

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E allora via libera a Di Gregorio in porta, Kalulu terzino destro con la coppia Gatti-Kelly al centro e Cambiaso sull'out di sinistra. Poi Locatelli tra Koopmeiners e Thuram, con Conceiçao e Yildiz chiamati a innescare quel David rimasto a secco ormai dalla prima di campionato. La Juve cambia, Tudor le prova tutte. E se necessario, con una panchina comunque ricca anche se meno profonda a causa degli infortuni (out Zhegrova oltre a Bremer, Cabal e Miretti), potrà cambiare e ricambiare anche in corsa: ancora escluso, per esempio, Vlahovic così come Openda.