Una partita speciale per Massimiliano Allegri che torna da rivale a Torino dopo anni di vittorie in bianconero. Domenica sera contro la Juventus saranno novanta minuti di emozioni, ma i sentimenti dovranno lasciare spazio alla concentrazione e al cinismo.
Il posticipo è uno scontro diretto per un posto in Champions League e il passato racconta sfide complicate. Allegri ha giocato 14 volte contro i bianconeri, ma ha vinto solo quattro confronti, pareggiato due sfide e perso le restanti otto gare. Una media di un punto a partita. Lo stato di grazia del Milan e dei suoi calciatori, però, fa ben sperare il mondo rossonero. Lo slancio della vittoria sul Napoli, tenace e resiliente, non si è esaurito. E ora il Milan pensa a fare il percorso netto da sosta a sosta, contando i big match con Napoli e - appunto - Juventus.
Rispetto alle ultime uscite, Allegri deve fare i conti con qualche assenza in difesa perché non ci sono Estupinan, squalificato dopo il rosso rimediato contro il Napoli, e Tomori, alle prese con un affaticamento alla coscia. Al loro posto il tecnico rossonero dovrebbe puntare su Bartesaghi e De Winter. Di fronte una Juve che segna tanto, ma incassa anche parecchi gol. Due mercoledì in Champions contro il Villareal, uno contro Atalanta e Verona, quattro contro Borussia Dortmund, tre contro l'Inter. Undici gol subiti in cinque partite. Ne dovrà approfittare l'attacco milanista che dovrebbe essere formato da Pulisic e Gimenez. Il dubbio è sul messicano, perché lo statunitense in questo momento è inamovibile. Nessuno incide come lui e l'obiettivo è insinuarsi in velocità tra le linee difensive dei bianconeri.








