Il ritorno di Max Allegri allo Juventus Stadium è la storia della 6ª giornata, grazie alla forza del presente — il Milan ci arriva da primo in classifica — e alla suggestione di un passato da libri di storia. Con 5 scudetti, 4 coppe Italia e 2 finali Champions in 5 stagioni, il primo periodo di Max alla Juve compete per il titolo di top mai visto dalle nostre parti. Proprio per questo al suo posto non avremmo accettato la seconda chiamata in bianconero, che nasceva da premesse diverse — non più la squadra dominante, ma un club zavorrato dagli esiti insufficienti dell’operazione Ronaldo — eppure ugualmente lo inchiodava ai risultati. È vero che all’epoca Andrea Agnelli gli chiedeva soltanto il posto Champions, sempre raggiunto, nel tentativo di guadagnare tempo per raddrizzare la baracca: ma quando ti chiami Juve, Milan o Inter i piani pluriennali sono pie illusioni, devi lottare comunque per vincere. Lo stesso congedo rabbioso era dovuto alla percezione che Giuntoli, investito della missione di liberarsene, gli avesse remato contro temendo che un successo l’avrebbe riqualificato.