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Andrea Arzilli

Sabato e domenica 60 gazebo in città per dire «NO alle corsie dannose»

Lo scontro sulle ciclabili diventa politico, segnale di una corsa elettorale lanciata da FdI che prova lo sprint sui pedali: oggi e domani 60 gazebo in tutti i Municipi di Roma per «dire NO alle corsie ciclabili progettate e realizzate male dall’attuale amministrazione comunale». L’assalto al Campidoglio per l’appuntamento elettorale del 2027, dunque, inizia per tempo, come in una gara di gran fondo, e punta strategicamente a rastrellare dissensi sulle ciclabili, ovvero la fonte del malumore dei cittadini che — tra via Guido Reni, via Panama e viale Oceano Atlantico, all’Eur, per citare solo alcuni focolai di rivolta — protestano da settimane per il caos traffico che paralizza la città e perché non sanno più dove parcheggiare la macchina vista la scomparsa di tantissimi posti auto.

Da Marino a Raggi a Gualtieri: tutti in biciDalla ripresa di settembre, ha ripreso vigore il tema che divide da sempre la città, tra chi pensa che Roma non sia fatta per le biciclette e chi, invece, vorrebbe muoversi in un contesto più sostenibile e sicuro. E infatti per la Capitale lo scontro politico sulla ciclabilità non è una novità assoluta, come se i romani fossero comunque affascinati dalla dimensione della bici anche se, molti di essi, la considerano un mezzo inappropriato per questioni di distanze e dislivelli. Ma se si considera che Ignazio Marino è arrivato in Campidoglio in sella alla sua bici, che Virginia Raggi ha dato il via al Grab (Grande raccordo anulare delle biciclette) e che l’attuale sindaco, Roberto Gualtieri, si è fatto immortalare spesso con caschetto e mani sul manubrio, si capisce quanto l’argomento sia sensibile e sentito, generatore di consenso, di fatto insomma un’autentica chiave elettorale.