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Con lo slogan “blocchiamo tutto” migliaia di persone ieri hanno preso parte a cortei, presidi e azioni per manifestare solidarietà ai palestinesi e protestare contro i rapporti del governo italiano con Israele. C’erano studenti, insegnanti, lavoratori e lavoratrici, famiglie, membri di collettivi, associazioni e centri sociali. C’è chi ha sfilato pacificamente per le vie delle città e riempito le piazze sventolando bandiere palestinesi, chi invece ha bloccato porti, strade e stazioni ferroviarie, e chi infine ha interrotto i servizi pubblici in vari settori, a partire dai trasporti. In pochi casi, in particolare a Milano, ci sono stati scontri tra i manifestanti e la polizia.
Dall’Unione Sindacale di Base (USB), che ha organizzato lo sciopero generale, dicono che è difficile sapere con precisione quali categorie di lavoratori e lavoratrici hanno aderito di più: «Ci aspettavamo tante persone, ma così tanta gente ci ha stupito». Francesco Staccioli, che fa parte dell’esecutivo confederale nazionale dell’USB, dice che la partecipazione è stata «eccezionale» nella scuola, nel trasporto pubblico locale, nei porti, nelle industrie e nel pubblico impiego. Stima un’adesione allo sciopero dei ferrovieri del 50 per cento (numeri ufficiali per ora non ce ne sono).
















