I cortei di lunedì 22 settembre per Gaza, nella giornata dello sciopero generale indetto dal sindacato Usb, sono stati un enorme successo. Una folla di gente pacifica, indignata, preoccupata, sconvolta, triste ma anche appassionata e più viva che mai per la tragedia che stanno vivendo le nostre sorelle e i nostri fratelli in Palestina. C’era il popolo in tutte le sue diversità generazionali e sociali: bambini, giovani, adulti, anziani. Unite e uniti contro la barbarie. Chi parla di violenza nei cortei e nelle piazze non ha visto e capito nulla. La malafede della propaganda la respingiamo al mittente. Chi indica il dito e non guarda la luna rischia di ritrovarsi da qui a breve in un brutto incubo politico.

Scegliete da che parte volete stare della storia. Perché la storia non la scriverete più voi con le mani sporche di sangue di Stato, ma i popoli, la gente comune, chi vuole la pace e non la guerra. Perché non ci fermeremo mai fino a quando gli oppressori non saranno sconfitti.

Ho sempre detto che la questione palestinese è la madre di tutte le lotte degli oppressi contro gli oppressori. Sono partigiano, ho scelto sin da adolescente da che parte stare. La violenza sta oggi solo da una parte, da parte di chi ha ucciso centinaia di migliaia di persone e 30.000 bambine e bambini. Che nessuno provi a sporcare con la propaganda di regime un fiume in piena di umanità. Cento persone che hanno forzato il blocco delle forze di polizia non sono nulla di fronte ad un milione di persone pacifiche e non violente. Se non vi bastano un milione ce ne saranno ancora di più.