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Ultimo aggiornamento: 14:10
di Giuseppe Mammana
In attesa di capire se la tregua a Gaza possa reggere visto i fragili pilastri su cui è nata – il mancato riconoscimento dello stato palestinese e la vaghezza sul ritiro dell’Idf dalla Striscia – appare interessante riflettere sulle migliaia di persone che, nelle scorse settimane, hanno attraversato le piazze italiane bloccando stazioni, porti, tangenziali. Una moltitudine di persone che raccogliendo l’appello del collettivo dei lavoratori portuali di Genova, prima della partenza della Global Sumud Flotilla, chiedevano agli italiani di bloccare tutto, qualora l’esercito israeliano avesse fermato le imbarcazioni dirette verso Gaza.
Un appello che non è caduto nel vuoto, in particolare il 22 settembre e il 3 ottobre: milioni di persone si sono radunate nelle piazze delle città, urlando frasi in sostegno dei palestinesi e bloccando un paese con manifestazioni che non si vedevano da almeno venti anni, dai tempi dei cortei no global. Insomma, come recitava uno striscione: “Pensavamo di liberare la Palestina. E invece la Palestina ha liberato noi!”







