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24 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:01 del 24 Settembre

A quanto pare, è finito il tempo dell’attesa, il tempo del voyeurismo impotente, che scrolla quotidianamente le immagini dei massacri di Gaza sui social, tra un bambino rachitico e uno massacrato dai razzi, facendo spallucce. Le opinioni pubbliche si sono svegliate. Le persone comuni, i cittadini avvertono un profondo moto di solidarietà e di empatia nei confronti del martoriato popolo palestinese e chiedono ai loro governi di agire. Basta guardare la rilevanza dello sciopero che ieri ha mosso l’Italia. Così i governi si sono resi conto che è arrivato il momento di muoversi e cercano di mostrarsi risoluti. Alcuni almeno.

Molti Paesi occidentali, a partire da Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Portogallo, ma ne stanno seguendo parecchi altri, hanno deciso di riconoscere lo Stato Palestinese, che comunque era già riconosciuto da 151 Paesi dell’Onu su 193. Apparentemente si tratta di un’iniziativa forte, che s’immagina debba cambiare gli esiti di quello che sta accadendo a Gaza e che vivono quotidianamente milioni di palestinesi, ma purtroppo così non è. Israele, infatti, nella teoria ha sempre simulato di accettare l’idea dei 2 Stati, ma é nella pratica che l’ha sempre disattesa, a partire dagli insediamenti illegali dei coloni nei territori palestinesi occupati, dall’ occupazione militare, dai posti di blocco, dalle incursioni israeliane e dalle condizioni di apartheid in cui di fatto vivono i palestinesi.