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Ultimo aggiornamento: 7:55

di Geminello Preterossi, direttore de LaFionda

Se è vero che a Gaza i civili (donne, vecchi e bambini) sono scientemente tenuti dal governo israeliano (dalle sue milizie e dai suoi contractors che si sono impadroniti degli aiuti umanitari internazionali) a languire senza cibo né acqua, o peggio vengono impallinati mentre sono in fila per un po’ di farina, è evidente che si è superata la soglia estrema. Siamo di fronte all’arbitrio supremo, e proprio per questo tanto casuale quanto smisurato, sulla vita e sulla morte. Il corpo altrui alla mercé di un gioco aberrante. Perché?

Bisogna chiedersi cosa scatta. Probabilmente intervengono una serie di moventi, più o meno consapevoli: gusto sadico, incutere terrore, de-umanizzare (come ha ben spiegato Primo Levi in I sommersi e i salvati). Del resto, ad Abu Ghraib e a Guantanamo il “civile” Occidente alla deriva dopo l’ubriacatura post-1989 aveva già dato prova della sua “superiore” credibilità. Il punto è sempre lo stesso: il nazismo ci appartiene.