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Ultimo aggiornamento: 17:52

di Paolo Gallo

La carestia a Gaza non è più un rischio: è una realtà. I bambini muoiono disidratati, le madri smettono di allattare per mancanza di nutrimento, il pane è un lusso e la carne un ricordo lontano. Le immagini che arrivano dalla Striscia mostrano volti scavati, corpi scheletrici, sguardi vuoti. E mentre tutto questo accade sotto gli occhi del mondo, l’Europa con Ursula von der Leyen in testa resta immobile, silenziosa, colpevole.

Sì, colpevole. Perché l’indifferenza davanti alla fame è una scelta. Perché la presidente della Commissione Europea, così solerte nel ribadire la “solidarietà con Israele”, si è ben guardata dal condannare apertamente la punizione collettiva inflitta a milioni di civili palestinesi. Perché i proclami umanitari si sgonfiano di fronte all’assenza di azione concreta.